Gli Anelli di Saturno di Winfried Sebald

VEN 27 Maggio ore 21.00

dibattito su GLI ANELLI DI SATURNO  di  WINFRIED SEBALD

Pellegrinaggio in Inghilterra recita il sottotitolo. E di un viaggio solitario si tratta, d’estate e per lo più a piedi, nel Suffolk, dove Sebald visse sino all’ultimo: in uno spazio delimitato da mare, colline e qualche città costiera, attraverso grandi proprietà terriere in decadenza, ai margini dei campi di volo dai quali si alzavano i caccia per bombardare la Germania. Viandante saturnino, Sebald ci racconta – lungo dieci stazioni di un itinerario che è anche una fuga – gli incontri con interlocutori bizzarri, amici, oggetti, in cui si rispecchia quella «storia naturale della distruzione» che scandisce il cammino umano e il susseguirsi degli eventi naturali. E ci racconta di altri vagabondaggi ed emigrazioni, di cui la sua vicenda personale è estrema eco: quelli di Michael Hamburger, poeta e traduttore di Hölderlin, profugo dalla Germania; di Joseph Conrad, che nel Congo conosce la malinconia dell’emigrato e gli orrori del paese di tenebra; di Chateaubriand, esule in Inghilterra; di Edward FitzGerald, eccentrico interprete della lirica persiana, una di quelle figure ascetiche, capaci di vivere con poco e nulla, a noi familiari dagli Emigrati ad Austerlitz. Si inframmezzano squarci della storia antica e d’oggi (le efferatezze del Celeste Impero, le violenze della Seconda guerra mondiale) a far da contrappunto a terremoti, diluvi, catastrofi della natura o alle sofferenze inflitte da un’economia rapace. Pellegrinaggio e insieme labirinto, nella migliore tradizione sebaldiana: ma a guidare scrittore e lettore vi è un filo. Un filo di seta: la storia della sericoltura che, muovendo da Thomas Browne, percorre carsica gli Anelli di Saturno. Nelle sue tappe Sebald declina, attraverso una narrazione dotta e visionaria, l’endiadi di lusso e sofferenza – con la vaga speranza che vi sia sopravvivenza nella metamorfosi e nel bello.
www.adelphi.it
Winfried Georg Maximilian Sebald (Wertach, 18 maggio 1944Norfolk, 14 dicembre 2001) è stato uno scrittore tedesco.Più volte annoverato da eminenti critici letterari fra i più grandi saggisti e prosatori viventi. Prima della sua improvvisa e tragica morte in un incidente stradale, in molti lo avevano individuato come possibile vincitore del Premio Nobel per la letteratura.
Nato e cresciuto in Baviera. Suo padre, Georg Sebald, si arruolò nel 1929 nella Reichswehr e rimase nella Wehrmacht sotto i nazisti. Figura scostante nella vita dell’autore, fu prigioniero di guerra fino al 1947; il nonno rimase la presenza più importante degli anni giovanili. A Sebald furono mostrate immagini dell’Olocausto mentre era a scuola a Oberstdorf e narrò come nessuno dei suoi compagni seppe spiegare tali immagini. Olocausto e Germania del dopoguerra gravitano pesantemente nelle opere di Sebald.
Sebald studiò letteratura alle Università di Friburgo in Brisgovia (Germania), Friburgo (Svizzera) e Manchester (Gran Bretagna). Diventò Assistente Lettore all’University of Manchester nel 1966 e si trasferì definitivamente in Inghilterra nel 1970, lavorando presso la University of East Anglia (UEA). Nel 1987 fu nominato titolare della Cattedra di Letteratura Europea alla UEA e nel 1989 fondò il British Centre for Literary Translation, divenendone anche direttore.
Perì in un incidente stradale nel 2001.
Le sue opere si concentrano soprattutto sul tema della memoria e dei ricordi, specie quelli personali e collettivi. Sono principalmente un tentativo di rinconciliare se stesso – in termini sia personali sia letterari – con il trauma della Seconda guerra mondiale e i suoi effetti sul popolo tedesco. Le sue profonde preoccupazioni in merito all’Olocausto vengono espresse in diversi scritti, che tracciano le sue connessioni biografiche con gli ebrei. I suoi romanzi possiedono uno stile innovativo e particolare, sono scritti in tedesco, ma tradotti in molte lingue, tra le quali l’inglese che lui stesso controllava attentamente insieme ai relativi traduttori.  Tra le opere principali si annoverano Austerlitz, Gli Anelli di Saturno, Gli Emigrati, e Vertigini. Tali opere sono una combinazione curiosa di fatti (o fatti apparenti), memorie e fantasia, spesso corredate di fotografie in bianco e nero che vengono a fungere da contrappunto alla narrativa, piuttosto che illustrarla direttamente. Tutti i suoi romanzi sono presentati come osservazioni e rimembranze di Sebald mentre viaggiava in svariate parti dell’Europa. Hanno spesso uno sfondo ironico e un umorismo caustico.

www.wikipedia.org

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