Donne di carta

La sfida di Donne di carta
“Leggere è scelta di libertà”

L’associazione di promozione della fruizione dei libri intende chidere al Parlamento europeo una Carta dei diritti alla lettura. Happening, flash mob, attività nelle scuole. Protagoniste le “persone libro”

di SILVANA MAZZOCCHI

Sono partite dalla convinzione che leggere sia vita e che la parola, in una società globalizzata e multietnica, sia uno strumento di conoscenza e di comunicazione culturalmente rivoluzionario. Sono le “persone libro” di Donne di carta, l’ala militante di un’Associazione di editori-artigiani, librai e lettori, soprattutto donne, che difendono la bibliodiversità e che, dopo essersi moltiplicate in molte città italiane e aver ricevuto una medaglia di rappresentanza dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano per l’attività di promozione della lettura, si stanno organizzando per presentare al Parlamento europeo una Carta dei diritti. Vogliono affermare che “leggere è scegliere” e che si può usare il potere della parola al posto della violenza delle guerre. E che questa forza serve anche a interpretare la realtà, come è accaduto il 12 marzo, a Roma,  quando in piazza sono stati detti gli articoli della Costituzione.

Le Donne di carta hanno compagni di viaggio in varie città e leggono ovunque: nelle librerie, ma anche nei vivai, nelle birrerie, nelle sartorie e sono presenti con gruppi o cellule un po’ ovunque. Ultima, in ordine di tempo, quella nata nel Veneto, dopo che le persone libro avevano imparato a memoria brani dei libri messi all’indice, per restituirli alle lettrici e ai lettori di quella regione. La cultura contro la censura.

Sono convinte, le Donne di carta, che sia cambiato il concetto stesso di analfabetismo. E che dunque non sia da considerare analfabeta chi non sa leggere e scrivere, ma chi ha vedute ristrette, chi non sa emozionarsi e instaurare relazioni sociali, chi confonde informazione e conoscenza. La Carta dei diritti della Lettura vuole essere nutrimento per la mente.

Dopo la presentazione avvenuta a Bastia Umbra, la Carta sarà ora riproposta e lanciata il 28 aprile a Roma, al BiblioCaffé letterario di via Ostiense con una Maratona delle “persone libro” e una raccolta di firme, che darà il via alla marcia verso il Parlamento europeo. Subito dopo è previsto, a Palermo, un appuntamento ai Cantieri culturali della Zisa per restituire il teatro di Emma Dante alla città.
Sandra Giuliani è tra le fondatrici di Donne di carta e ne è la presidente

Leggere, che cosa significa per voi?
“Per le persone libro,  la nostra ala militante, leggere significa testimoniare con la propria memoria e con la propria voce la bellezza delle parole prese in prestito dai libri. Quelle parole che risuonano nell’anima di chi legge e che restano indimenticabili. Portarle in giro con la propria voce è fare della lettura una relazione sociale, la creazione di un legame fondato sull’ascolto. Significa portare la voce dei libri in mezzo alla gente e non solo nei luoghi dedicati ai libri. Trasformare la lettura da pratica solitaria e individuale in una forma orale di comunicazione e di contatto con le persone è anche un rendersi conto dell’utilità reale dei libri: i libri accompagnano la nostra vita, ce ne restituiscono, a volte, la memoria, a volte il futuro. Imparando a memoria, parola per parola, si scoprono le ragioni profonde per le quali certi libri ci parlano e altri cadono facilmente nell’oblio. Per l’Associazione, composta da addetti al lavoro editoriale, invece, leggere significa soprattutto promuovere la bibliodiversità e sostenere, nella filiera, la produzione libraria dell’editoria indipendente. Significa spezzare l’isolamento e creare modelli di cooperazione, dalle co-edizioni alla condivisione di risorse comuni (partecipazioni a Fiere e co-creazione di eventi)”.

 Libri e non solo, quale può essere il potere della parola?
“Esistono parole consegnate alla scrittura e parole trasformate in un dono orale. Anche se sono le stesse colpiscono in modo diverso. È diversa la percezione di chi ascolta e di chi legge: udito e vista sono sensi che costruiscono immaginari emotivi diversi. Per noi, come editori, il potere della parola scritta, la sua potenza, è un esercizio continuo di umiltà: cercare, senza arrendersi mai, nei manoscritti che arrivano, la parola giusta che testimoni l’indignazione etica dell’autore o la bellezza di uno sguardo inedito sul mondo capace di reiventare le cose o di rivelare i legami di appartenenza dell’individuo al proprio territorio. Per noi, come persone libro, la parola è il prestito che riceviamo dai libri e che trasformiamo in dono per gli altri tramite la condivisione. Un circolo virtuoso che non tratta le parole come oggetti consumabili, deperibili, beni mercantili ma le restituisce, come valore, all’economia gratuita dello scambio.

In entrambi i casi alla base c’è un esercizio continuo di scelta e di consapevolezza che non tutte le parole servono se non scardinano inerzie e conformismi, se non accendono passioni, se non fondano, nella città ideale della lettura, una visione migliore di noi nel mondo”.
 

Vi state battendo per una Carta dei diritti alla lettura, volete presentare una petizione al Parlamento europeo….
“Leggere non si limita alla lettura libraria. Leggere è avere gli strumenti culturali e sociali per interpretare e comprendere la complessità del reale e della società. La nostra società non fa molto per alimentare e per coltivare la lettura e leggere coincide, nella mente dei più, con un “tempo perso, un tempo minore”, improduttivo. Tramite una Carta dei Diritti della Lettura rivendichiamo un cambiamento di prospettiva: leggere non è un privilegio, ma un diritto. Non esistono condizioni che possano impedire o limitare questo diritto; né caratteristiche della persona o stati transitori o permanenti della vita che possano farlo decadere. Ogni persona ha il diritto di essere un lettore/una lettrice perché ha diritto di godere di eque possibilità di emancipazione culturale e sociale; ha il diritto di costruire la propria autonomia di pensiero e di continuare a costruirsi come persona per tutta la vita. Chi legge conferma o acquisisce credenze e saperi; si fa un’opinione di come sono le cose e di come dovrebbero essere, usa le parole per fare. Leggere è un’attività etica, libera e necessaria. Abbiamo ricevuto una medaglia di rappresentanza dal Presidente Napolitano per la Carta e per tutta la nostra attività di promozione della lettura. Il 28 aprile, al BiblioCaffè letterario di via Ostiense, dalle ore 18.30, presenteremo la Carta dei Diritti alla città di Roma inaugurando la sua Marcia verso il Parlamento europeo con una Campagna di raccolta firme”.

Info: Cellule delle persone libro sono presenti in Italia (in ordine di fondazione): Roma, Arezzo, Bari, Pisa, Cagliari, Firenze,  Veneto orientale: Portogruaro/Cinto Caomaggiore, Venezia, Milano. Le Donne di carta  sono ormai più di cento e sono attive dal 2009 (maggio/giugno) come persone libro, mentre l’Associazione è nata nel 2008. Leggono ovunque, organizzano flash mob in strada e hanno rapporti continuativi con librerie e biblioteche. Un’intera classe V ginnasio di Bari è composta da persone libro. La persona libro più giovane ha undici anni. Per la maggior parte sono donne (dai 30 ai 60 anni), ma stanno cominciando, finalmente, a partecipare anche gli uomini.

www.donnedicarta.org

 www.repubblica.it

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