Stéphane Hessel, Indignatevi!

Le classifiche settimanali dei libri più venduti mettono unanimemente al secondo posto questo libro di poche pagine, di piccolo formato e con la copertina rosso fuoco dal titolo che è un manifesto di intenti: “Indignatevi!”

L’ho letto con commozione. L’autore, classe 1917, ebreo francese attivo nella Resistenza, arrestato, torturato, evaso dai campi di sterminio e rocambolescamente sfuggito al patibolo, dopo la guerra è diventato diplomatico ed ha contribuito alla stesura della “Dichiarazione universale dei Diritti Umani”, testo dichiarativo e non giuridico ma tuttavia fondamentale per la presa di coscienza dei propri diritti inalienabili da parte di milioni di uomini sottoposti a sfruttamento, discriminazione, oppressione sull’intero pianeta. Oggi, a 93 anni, con spirito combattivo si rivolge ai giovani del suo paese, ma non solo a loro, esortandoli ad uscire dall’indifferenza, il peggiore dei mali, e a cercare, e non sarà difficile trovarne, motivi di vera indignazione: ci sono situazioni concrete, dice Hessel, il trattamento riservato agli immigrati, ai sans papier, ai rom, ai palestinesi nella striscia di Gaza, ai poveri del mondo sempre più poveri, che devono spingere ad intraprendere una risoluta azione civile.

Cita Martin Luther King e Nelson Mandela come campioni della non violenza e della speranza, capisce che grandi intellettuali come Jean Paul Sartre e Guillaume Apollinaire hanno saputo dare un contributo efficace alla propagazione di idee di impegno e solidarietà. Infine conclude con parole che riporto integralmente:

“Continuiamo ad invocare una vera e propria insurrezione pacifica contro i mass media, che ai nostri giovani come unico orizzonte propongono il consumismo di massa, il disprezzo dei più deboli e della cultura, l’amnesia generalizzata e la competizione ad oltranza di tutti contro tutti”.

A conclusione del prezioso libretto è riportato il testo integrale della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. L’unico commento che riesco a formulare è una curiosità: come mai, in un paese come l’Italia, che legge poco e che è dominata da media onnipotenti, questo piccolo libro potente ha raggiunto i primi posti delle classifiche di vendita? Forse i lettori italiani sono migliori della loro autorappresentazione? Coltivo una speranza, indignandomi!

Recensione a cura di Elisabetta Bolondi

Fonte: www.sololibri.net

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2 Risposte so far »

  1. 1

    mauro la spisa said,

    Il grido di Hessel potrà avere un seguito nelle coscienze se verrà sottratto alla grande digestione mediatica ossia ai tempo elettronico del consumo dei prodotti editoriali: ciò che solo la decisione personale può compiere.

    • 2

      Silvia said,

      Non penso che il consumo elettronico di libri, ancora minimo in Italia, sia il vero pericolo per la coscienza collettiva, piuttosto il bombardamento mediatico come dici, troppo spesso superficiale e facile e l’ormai dilagante business editoriale. Il punto sta proprio nel non disprezzare i più deboli e la cultura, come dice Hessel, e nel non considerare come unico orizzonte il consumismo di massa.
      Ed è anche per questo che il Circolo Letterario vive…e in fondo il gusto di sentire tra le dita le pagine di un libro che siamo pronti a scoprire rimarrà sempre un piacere unico.
      🙂


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