Franca Valeri, Bugiarda no, reticente

Le pagine autobiografiche raccontate ad un’invisibile giornalista da Franca Valeri, la Signorina Snob regina del teatro italiano, sono leggere, intelligenti, caustiche. Il libro è dedicato alla signora Cecilia, madre dell’attrice, a cui la Valeri deve la sua prima formazione: nella Milano anni ’30, in un appartamento elegante della benestante borghesia ebraica, con belle argenterie, vestiti di sartoria, buone scuole e buone letture, palco alla Scala, la giovane Francesca, detta Franca, dalla piccola statura e con una bocca troppo grande (così dicevano i suoi genitori) mostra una personalità forte e determinata a perseguire un obiettivo insolito: diventare attrice di teatro. Dopo il ‘38, con le leggi razziali, cominciano anche l’impegno politico, l’antifascismo e poi la guerra. In quei cinque difficili anni si compie la maturazione della Valeri, pronta alla fine del conflitto a salire sul palcoscenico. Il Teatro dei Gobbi, con Vittorio Caprioli, poi suo marito, e Alberto Bonucci, che la porterà a Parigi a cogliere i primi successi; poi di nuovo in Italia, dove nascono i personaggi che l’hanno resa celebre: la Cesira, la signorina Snob, la Signora Cecioni.

Franca Valeri ha recitato, scritto libri e commedie, girato film, diretto spettacoli, partecipato ad indimenticabili sketches televisivi; ha conosciuto il meglio dei nomi della cultura del Novecento: Visconti, la Callas, Arthur Rubinstein, Toscanini, Chaplin, Strehler, Sartre e De Beauvoir, Genet, Giancarlo Menotti. Ora, compiuti novant’anni, guarda ancora all’avvenire con ironia e voglia di progettare. Il suo sguardo sul passato non è nostalgico, ma obiettivo e realistico; sul presente invece è caustica, pungente, amara. Con la sua vis comica che le deriva da anni di osservazione dei fenomeni di costume della società italiana, eccola affermare:

“Il maleducato guida, parcheggia e soprattutto telefona sfondando le capacità contenitive di una città, mentre sorvola sui tatuaggi e le sbornie dei figli , protestandosi di fronte a una generazione ingovernabile. La maleducazione è arrivata molto in alto. La nostra freddezza li ha lasciati lavorare. Adesso la ribellione spetta a noi. Non si era mai visto nella storia: la rivoluzione degli educati”

Nel libro di Franca Valeri si condensa un intero secolo di storia del teatro, dello spettacolo, del costume, dei vizi e delle (poche) virtù italiane, raccontate con lo “snobismo” intelligente di chi ha sempre saputo guardare e guardarsi con acuta e distaccata ironia.

Recensione a cura di Elisabetta Bolondi

Fonte: www.sololibri.net

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