Gianluca Antoni, Cassonetti

Ironia da studenti per sfidare l’esistenza

Giovanni Pacchiano

Arruffato, scanzonato, beffardo. Irrisolto, come il fiume della vita. Ecco ciò che pensiamo del curioso e gradevole romanzo d’esordio di Gianluca Antoni, Cassonetti. E però l’autore (Senigallia, classe 1968), che, apprendiamo dal risvolto, fa lo psicoterapeuta, non dimentica i turbamenti dei quattro giovani protagonisti, studenti universitari, Peter, Davide, Matteo, Diego, che condividono, a Padova, lo stesso appartamento. Cerca, piuttosto, di buttarli su risata e scherzo; l’ironia, insomma, come antidoto alla depressione: l’ombra lunga che aleggia sulla trama. Perché in fondo, oggi, la primissima giovinezza rischia di essere una delle età più vischiose: poche speranze per il futuro, pochi ideali (anche se, da qualche particolare, la storia sembra svolgersi diversi anni fa, è attualissima), e il ripiego su un esistere quotidiano a volte terribilmente serio, a volte perfettamente imbecille. Non a caso, all’inizio, c’è, dei quattro amici, chi, come Peter e Davide, dopo una sera passata all’osteria a «spazzolare il piatto», bere e rimpiangere gli amori perduti, rispettivamente Valentina ed Eleonora –, e chissà se torneranno –, si diverte a piazzare dei cassonetti in mezzo alla strada, costringendo gli automobilisti a rischiose gimcane. O, tanto per variare, a suonare, correndo, l’uno dopo l’altro, i campanelli dei vari portoni. Ragazzate? Mah!
Lo scrittore imbroglia a bella posta la storia dei quattro, racchiusa nel giro di un anno, mescolando il prima e il dopo e puntando, appunto, sull’alternanza di serio e faceto. Tra le pagine più riuscite, le disavventure di Peter, laureando in psicologia, coinvolto suo malgrado in una serie di demenziali esercitazioni di psicodramma. O la sua trovata bizzarra, agli occhi della commissione in sede di tesi di laurea, ma ottima per noi, di studiare le costanti e le dinamiche degli annunci matrimoniali. Non si preoccupa, Antoni, di rendere a tutti i costi simpatici i suoi protagonisti; e per molti versi non lo sono, non essendo mascherati gli egoismi, le debolezze e le piccole manie: ciò che li rende tuttavia più credibili e umani. Come accade anche per Valentina “occhi grigi”, ora dolce ora puntuta e vero grillo parlante: se ne andrà a fare l’Erasmus a Parigi, mollando il suo Peter; salvo poi tornare imperversando, e poi… Ma è il caso di lasciare al lettore l’ingegnosa conclusione del libro.
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