Stefano Benni, Le Beatrici

Una dantesca Beatrice dei nostri tempi, un’adolescente crudele, una presidentessa che si nutre dei propri operai in esubero, una suora ironicamente ninfomane, una donna che vive d’attesa, un’anziana signora incattivita dall’età, una vecchietta sognatrice e una licantropa: sono queste le otto protagoniste della raccolta di monologhi pubblicata questa settimana per Feltrinelli da Stefano Benni. Otto donne, otto metafore perfette dei giorni che viviamo, di questi tempi crudeli, pregni di solitudine, carnivori. Benni ritrae con la sua penna queste otto figure con un’ironia amara, spiazzante aggiungendo, tra un capitolo e l’altro ballate che l’autore ha raccolto e scritto nell’arco degli ultimi 10 anni e che sono perfettamente in linea con questa raccolta che non fa sconti a ciò che siamo.

Prima di essere un libro, “Le Beatrici è stato uno spettacolo teatrale portato al Teatro dell’Archivolto di Genova e la capacità descrittiva dell’autore, riga dopo riga, è in grado di farcelo rigustare. La raccolta si chiude con una canzone che Benni scrisse per De Andrè prima, come afferma lo stesso scrittore, che lui “decidesse di suonare altrove”:

“Io non voglio che mi ricordiate/ Nel trionfo, ma nella mia sera/ Nelle cose che dissi tremando/ In ciò che suonai con paura” (Stefano Benni per Fabrizio De Andrè – Le Beatrici)

Recensione a cura di Sandra Martone

Fonte: www.sololibri.net

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: