Philip Roth, Nemesi

Uscito negli Stati Uniti nell’Ottobre del 2010, arriva in questi giorni nelle librerie l’ultimo atteso romanzo di Philip Roth: Nemesi. Il quarto ed ultimo capitolo della raccolta di cui fanno parte “Everyman”, “L’indignazione” e “Umiliazione” e che prende il nome proprio da questo romanzo è ambientato nella città di Newark nel 1944, anno in cui fu colpita da da un’epidemia di poliomielite in cui erano minacciati soprattutto i bambini.

Protagonista della storia è Bucky Cantor, un atleta 23enne che per problemi fisici viene scartato dall’esercito e decide di fare l’insegnante di educazione fisica per una scuola del New Jersey. Estremamente diligente, buono e con un fortissimo senso del dovere, Bucky rispecchia perfettamente lo schema narrativo di Roth in quanto è assolutamente inadatto ad affrontare la situazione che i suoi ragazzi stanno vivendo specie dal momento in cui la malattia incomincia a colpire i suoi allievi, i suoi migliori allievi. L’epidemia di polio è per Roth un’evidente metafora del nemico ingiusto che nella testa del protagonista viene vista talvolta con raziocinio, e quindi come un pericolosissimo virus, ma altre come una versione metafisica di un Dio crudele o nell’ottica nichilista del caso. Una nuova possibilità di arruolamento ad un certo punto metterà in crisi Mr. Cantor ponendolo davanti ala scelta di salvarsi da un probabile contagio o di abbandonare i suoi alunni. Ovviamente l’ironia cinica e spiazzante di Roth pone dietro l’angolo della decisione del protagonista qualcosa di inaspettato e crudele.

Lo stesso titolo dell’opera “Nemesi” può assumere il duplice significato di indignazione o vendetta ma in entrambi i casi va riferito alla crudeltà della casualità che genera la buona o la cattiva sorte nell’universo. Questo romanzo consacra senza ombra di dubbio Philip Roth come uno dei migliori autori della letteratura contemporanea.

Recensione a cura di Sandra Martone

Fonte: www.sololibri.net

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