In Italia cala il fatturato ma crescono i lettori di libri. Gli editori puntano sull’eBook

di Antonia Bordignon

Il mercato editoriale italiano ha registrato nel 2009 un calo del giro d’affari e dei titoli prodotti, ma un aumento dei lettori e una forte progressione per i libri digitali. Il 2010 è partito abbastanza bene e dovrebbe chiudersi confermando il fatturato dell’anno precedente. Gli editori continuano a investire, ma si sentono abbandonati dal governo. È questo in sintesi il quadro di luci e ombre emerso dal rapporto 2010 dell’Associazione italiana editori (Aie).

Il rapporto è stato presentato oggi dal presidente Marco Polillo, alla 62ma edizione della Buchmesse di Francoforte, la più importante fiera internazionale per lo scambio dei diritti d’autore in programma fino al 10 ottobre nella città tedesca, che ha aperto i battenti oggi, con 7.533 espositori da 111 paesi del mondo e oltre 300mila titoli in mostra. L’Italia partecipa con 324 espositori.

L’aspetto negativo è che nel 2009 il fatturato editoriale italiano è diminuito del 4,3% a 3,4 miliardi di euro, ma nel primo semestre 2010 ha comunque messo a segno un +2,1% complessivo, per tutti i canali di vendita, dalle librerie ai siti online. Ma è soprattutto l’esplosione di quest’ultimo segmento che fa sperare gli editori in un futuro migliore. Le vendite attraverso le librerie online – ha spiegato Polillo – sono aumentate a 101,2 milioni di euro, il 13,9% in più rispetto al 2008. Le vendite attraverso le librerie online e tramite Internet l’anno scorso sono salite al 9,4% del totale (contro l’8,6% del 2008). Un fenomeno che avanza assieme alla veloce progressione, anche in Italia, del libro elettronico.

Il fenomeno degli e-book che secondo le stime dell’Aie nel 2009 valeva lo 0,03% del mercato complessivo (1,1 milioni di euro), nel Natale 2010 dovrebbe raggiungere una quota dello 0,1% del totale (3,4 milioni di euro). I titoli di libri elettronici pubblicati in Italia nel 2009 sono stati 685 per un totale di 2.257 opere disponibili sul mercato, mentre dai dati provvisori del 2010, aggiornati a fine settembre, si registra una produzione di 945 titoli in soli 9 mesi, che porta a 3.202 il totale dei libri pubblicati. «L’ebook sta per diventare una realtà nel nostro Paese », ha commentato Polillo. Oggi in Italia il mercato digitale vale 364 milioni di euro, il 10,7% del mercato complessivo.

In generale nel 2009 è andato bene il segmento dei libri per ragazzi che ha aumentato del 4% annuo le vendite a 155,6 milioni di euro, mentre è calato il segmento scolastico (-1,4%) a 667 milioni e soprattutto quello delle vendite rateali e (- 20,4% a 231,3 milioni) e dei collezionabili (-31,4% a 161,1 milioni). E cresciuto però il numero di lettori che dichiara di acquistare almeno un libro non scolastico all’anno: nel 2009 sono stati 25milioni, circa 800mila in più del 2008, anche se i titoli prodotti sono diminuiti dello 0,5%.

Le carenze del governo. «Come imprenditori – ha detto Polillo – non abbiamo mai smesso di lavorare e di investire. Abbiamo bisogno però come non mai che al nostro fianco lavorino il mondo politico e le Istituzioni. La verità è che dopo tante speranze, siamo stati abbandonati». Il presidente dell’Aie ha poi elencato gli ambiti di questo abbandono: le tariffe agevolate in editoria, gli intoppi burocratici per far partire il nostro progetto di accessibilità per i non vedenti, il silenzio del nostro Governo per l’Iva agevolata sull’ebook e sulla tutela del diritto d’autore.

Alle critiche di Polillo il sottosegretario ai Beni e alle attività cultural, Francesco Maria Giro, presente a Francoforte all’apertura del Salone, ha risposto: «La difesa del libro italiano deve diventare una priorità del nostro Governo. Dobbiamo accogliere le richieste degli editori sulle tariffe postali agevolate sospese lo scorso marzo, sull’abbassamento dell’Iva per il libro digitale dal 20% al 4% che va però affrontato a livello europeo, sugli aiuti all’editoria scolastica. Nei prossimi giorni avvieremo un confronto forte tra le parti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Fonte: Il Sole 24 Ore – Pubblicato il 6 Ottobre 2010

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