IL DIARIO SUGLI SCHIAVI CHE ISPIRÒ FAULKNER

Go down Moses, con il suo ritmato ritornello «Let my people go» (lascia libero il mio popolo), è un celebre gospel americano che fu cantato anche da Louis Armstrong. Si riferisce a un episodio dell’ Esodo che parla della schiavitù degli ebrei sotto il Faraone . Ed è anche il titolo di un romanzo di William Faulkner del 1942 che in Italia suona Scendi Mosè. Non il maggiore dei suoi libri. Ma un libro affascinante ambientato nella mitica contea di Yoknapatawpha, con cui, a partire dal 1859, Faulkner percorre quasi un secolo di storia, di successi e di difficoltà della famiglia McCaslin sullo sfondo di una grande piantagione e dei postumi della schiavitù. Quanto siano vere le storie che si intrecciano in Scendi Mosè lo dimostra oggi la scoperta che è stata fatta del documento a cui Faulkner si sarebbe ispirato in parte per scrivere il suo libro; un documento che, assieme a molte altre carte provenienti da una grande piantagione del Mississippi, dal 1946 è a disposizione degli studiosi presso la University of North Carolina, ma di cui finora non erano state rintracciate le connessioni con lo scrittore. Ma, ricostruendo il filo dei rapporti di Faulkner con alcuni suoi vecchi conoscenti del Mississippi, Sally WolffKing, una specialista del premio Nobel che da trent’ anni studia le sue opere, ha intuito le connessioni con il manoscritto originale, così come il fatto che in Scendi Mosè questo documento è stato il modello delle agende/registri del nonno di Isaac McCaslin – quelli attraverso i quali Isaac trova le prove che i suoi nonni erano proprietari di schiavi. Il documento, come riferisce il New York Times, è una sorta di agenda/diario della metà dell’ Ottocento, scritta da Francis Terry Leak, un ricco proprietario di piantagioni del Mississippi il cui bisnipote Edgar Wiggin Francisco Jr., che ha ora settantanove anni, è stato da sempre amico di Faulkner-e che oggi ricorda come lo scrittore venisse spesso a trovare lui e la sua famiglia a Holly Springs, nel Mississippi, come fosse affascinato da quei diari, e ne avesse preso molte note, spesso indignato per le affermazioni del vecchio Leak a favore della schiavitù e della politica confederata. Ricordi di famiglia che Edgar Wiggin Francisco Jr., dice oggi, avrebbe preferito fossero rimasti a dormire assieme ai diari e ai ricordi di un passato di proprietari di schiavi, ma che sua moglie e Sally WolffKing lo hanno convinto a mettere a disposizione degli storici. E’ sempre affascinante scoprire le fonti dell’ ispirazione di un grande scrittore, e gli studiosi americani consultati per l’ occasione concordano sul fatto che siamo davanti a una delle scoperte letterarie più importanti degli ultimi decenni. I nomi (reali) degli schiavi di proprietà dei Leak ritornano tutti in qualche forma in Scendi Mosè – ma anche in altri libri di Faulkner. Ma soprattutto , secondo Sally Wolff-King, sono stati il diario e alcune storie della famiglia Leak a fornire le basi filosofiche e tematiche per alcuni delle opere più importanti di Faulkner. A partire da oggi, i Faulknerologi avranno di che lavorare per un po’.

di Irene Bignardi

Fonte: Repubblica — 12 febbraio 2010   pagina 55   sezione: CULTURA

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: