EMMAUS di Alessandro Baricco

Ogni anno il tronco di un albero si allarga, aggiunge uno strato e ogni anno quello strato è diverso dal precedente, perché sono accaduti nel tempo eventi differenti: tempeste e siccità, o grandine, o magari un incendio. Ecco, il romanzo di Baricco può essere il tronco di un albero che ha visto molte stagioni. È stratificato e si può leggere a vari livelli. Perché è un romanzo sull’adolescenza scritto da un uomo maturo. Nasconde tempeste e siccità, sofferenze e rigoglio, credo celi anche l’anima dell’autore, ma nel nucleo centrale, molto difficile da raggiungere a meno che l’albero non venga tagliato.

Una prima lettura può mostrarci il più superficiale di questi strati: il romanzo di formazione.
Protagonisti sono quattro sedici-diciassettenni – Bobby, il Santo, Luca e l’io narrante senza nome – che vivono in una grande città, che provengono da famiglie piccolo borghesi, anonime (e che nell’anonimato si crogiolano, contente di passare inosservate) e che hanno in comune tra le altre cose una religiosità forte, “il senso di colpa, sempre”.
“Così il mondo ha, per noi, confini fisici molto immediati, e confini mentali fissi come una liturgia. E quello è il nostro infinito.
Più lontanto, al di là delle nostre consuetudini, in un iperspazio di cui non sappiamo quasi nulla, ci sono quegli altri, figure all’orizzonte”.
Gli altri sono i ragazzi dell’alta borghesia (o quelli che ruotano attorno a quel mondo): anche loro si stanno formando alla vita, stanno facendo le prime esperienze importanti e vivono la quotidianità intensamente, ma con una approccio del tutto differente: “vanno solenni, e impuniti”.

Un altro strato più nascosto nel romanzo è quello della scoperta che in ognuno di noi esiste un lato oscuro, impenetrabile e a volte terrificante.
Molto ruota attorno alla personalità di una ragazza bellissima e inquietante dall’aspetto androgino, che appartiene al secondo gruppo ma che attrae in modo inesorabile il primo: è Andre, “estranea, ed eventuale”.
“Non è di nessuno, Andre, che, anche, è di tutti”.
Una figura tragica, mitologica e drammatica.
Una figura per questo perfettamente coerente con il suo gruppo d’appartenenza: “Se cerco di spiegare lo squarcio di casta che ci separa da loro, nulla mi sembra più esatto che risalire a ciò che li rende irrimediabilmente diversi, e apparentemente superiori – il disporre di destini tragici”.
Il suo modo di fare sesso con moltissimi uomini, di rapportarsi con fisicità non sempre comprensibili e piacevoli, è paragonata all’approccio fisico che i ragazzi hanno con i pazienti sofferenti dell’ospedale presso cui vanno a svolgere i compiti di volontariato che la loro eticità impone.
“Per quanto assurdo sia, c’è un’unica tenebra, per tutti”.

Un ulteriore strato del tronco-romanzo è quello del contesto sociale in cui viene collocato, analizzato spietatamente, nel suo ordine predeterminato.
La storia potrebbe essere ambientata in tutte le città d’Italia, ma a Torino – dove Baricco è nato e cresciuto – di più. Torino ha diviso la generazione degli odierni cinquantenni in fasce d’appartenenza, ha cresciuto parallelamente adolescenti in ambiti vicini, ma difficilmente intersecabili, ha ghettizzato, ha lasciato cicatrici, ha creato caste. Nel momento in cui in altre metropoli nascevano luoghi di relazione comuni, in questa l’unico ambito in cui apparentemente si confondevano figli di aristocratici, di politici, di industriali (spesso salvati) e di operai e impiegati (quasi sempre sommersi – e qui la tragedia sembra prendere altri contorni) erano i movimenti estremisti o, marginalmente, quelli cattolici.
Torino conservatrice e conformista, ma anche più imprevedibile e anarchica proprio perché compressa e repressa.
Potrebbe essere ambientata in uno qualsiasi degli ultimi decenni del Novecento questa storia, ma solo negli anni Settanta è credibile, è al suo posto.

Una storia che avrebbe potuto scrivere qualsiasi autore italiano nato negli anni Cinquanta, ma che solo Baricco ha potuto realizzare così, perché torinese, perché cinquantenne.
Unicamente un uomo adulto, maturo, può raccontare i sedici anni con la consapevolezza del poi, come l’apparizione di Gesù a Emmaus, compresa solo in un secondo momento.
Una storia che a ognuno di noi può rivelare strati sovrapposti e differenti; un racconto non classificabile. Forse anche questo è il motivo per cui l’autore ha chiesto che sull’oggetto libro non apparissero né la quarta di copertina né spiegazioni esterne del testo: impossibile e fuorviante darne una lettura sintetica e comune.

Alessandro Baricco – Emmaus
139 pag., € 13,00 Edizioni Feltrinelli 2009 (I Narratori / Feltrinelli)

Fonte: http://www.wuz.it

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