La rizzagliata

la-rizzagliataLa rizzagliata di Andrea Camilleri

Editore: Sellerio editore Palermo

2009, pp. 210

Prezzo consigliato: €13,00

“Perché la politica questo è. Fumariti ‘na sicaretta che non ti piaci pirchì a quello che te l’ha offerta non vuoi, o non te la senti, di diri di no.”

Il rizzaglio è una rete a forma di campana da cui è difficile scappare. Tutt’attorno ci sono dei piombini che la portano a fondo, una corda la serra e dentro, impigliati senza via di scampo, restano i pesci. La metafora del titolo è molto esplicita: non è facile sfuggire alla rete che il potere politico, economico e mediatico costruisce attorno a una persona, soprattutto se il pesce non è furbo e abile come chi ha lanciato il rizzaglio.
Camilleri dichiara che per lui questo è un romanzo storico, della storia presente, e che trae spunto da un fatto di cronaca, il delitto di Garlasco, ma che per il resto è pura invenzione: romanzo storico, diremmo noi lettori, perché fotografa la triste situazione dell’Italia di oggi. 

Un romanzo infatti che parla dei nostri tempi sfortunati e del potere dell’informazione tanto che tutta la vicenda ruota attorno alla Rai siciliana. Uscito in Spagna prima che in Italia col titolo La muerte de Amalia Sacerdote, ha vinto il prestigioso Premio Internacional RBA de Novela Negra 2008.

Un avviso di garanzia al figlio di un importante esponente della sinistra siciliana per l’uccisione della fidanzata, il silenzio complice del telegiornale Rai sul fatto (la notizia non è cancellata ma data con ogni cautela nell’orario con minor audience), un direttore pavido, una segretaria pettegola, un cronista piuttosto ingenuo tradito dalla sua donna, amante del direttore: ecco i primi personaggi che ci vengono presentati. Si ventila subito l’ipotesi del complotto costruito dalla destra per danneggiare la parte politica del padre dell’inquisito… Ma c’è molto di più!
Qui non c’è Montalbano, anzi con le autocitazioni a cui Camilleri ci ha abituato, viene chiamato in causa come riferimento letterario, ma l’argomento del romanzo è troppo amaramente attuale che l’autore non vuole distrarre il lettore, lo vuole tenere “sul pezzo”, farlo riflettere sul potere che ha la televisione nel creare opinione e nel dare o non dare importanza a qualche evento.  Non c’è neppure la mitica Vigàta, la storia si svolge a Palermo perché i nomi in questione sono troppo importanti per non vivere nel capoluogo e perché ciò che avviene in quella grande città potrebbe essere collocato in ogni altra città italiana: intreccio disgustoso tra informazione, potere politico, potere economico e potere mafioso. Anche nella magistratura c’è del marcio, quando la politica entra direttamente nelle scelte e nelle decisioni di un magistrato che non vuole dispiacere ai potenti.
La sensazione che il lettore trae dalla lettura, pagina dopo pagina, è quella di un cinismo diffuso, del valore pari a zero della vita delle persone e della visione pessimistica e dolorosa che lo scrittore siciliano ha dell’umanità perché ne La rizzagliata non c’è un Montalbano che ristabilisce l’ordine, non c’è chi si indigna o propone una morale diversa da quella dominante: quello che conta per questi personaggi è non crearsi dei nemici tra i potenti, è l’avere l’appoggio di chi conta, è usare l’informazione, la politica, e ogni forma di potere per interessi personali, usando armi come il ricatto e l’omicidio senza nessun rispetto per i cittadini e per la verità.
Nel romanzo c’è anche un ritratto della famiglia contemporanea, della mancanza di correttezza, dei tradimenti, dell’uso interessato dei rapporti umani, addirittura dei rapporti tra padre e figlia, insomma una decadenza anche nel privato dominato, come il pubblico, da denaro e potere

Fonte: http://www.wuz.it

Note sull’autore

camilleri

Nato a Porto Empedocle (Agrigento) il 6 settembre 1925, Andrea Camilleri vive da anni a Roma. 
Dal 1939 al 1943, dopo un periodo in un collegio da cui viene espulso, studia ad Agrigento al Liceo Classico Empedocle dove ottiene la maturità classica senza dover sostenere l’esame a causa dell’imminente sbarco degli alleati in Sicilia. A giugno inizia, come ricorda lo scrittore, “una sorta di mezzo periplo della Sicilia a piedi o su camion tedeschi e italiani sotto un continuo mitragliamento per cui bisognava gettarsi a terra, sporcarsi di polvere di sangue, di paura”.  S’iscrive all’Università (Facoltà di lettere) ma non si laureerà mai. Si iscrive anche al Partito Comunista.
Inizia a pubblicare racconti e poesie e vince il Premio St Vincent.  Dal 1948 al 1950 studia regia all’Accademia d’Arte Drammatica Silvio d’Amico e inizia la sua attività di sceneggiatore e regista.
Perde un concorso per diventare funzionario Rai, ma dopo qualche anno inizia a lavorarvi. Nel 1958 porta in Italia il teatro dell’assurdo di Beckett con Finale di partita, prima al teatro dei Satiri di Roma e poi in televisione con Adolfo Celi e Renato Rascel.
Insegna al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Molte le produzioni Rai di cui si occupa, particolarmente famosi gli sceneggiati del tenente Sheridan con Ubaldo Lay e Le inchieste del commissario Maigret con Gino Cervi. Nel 1977 ottiene la cattedra di Istituzioni di Regia all’Accademia di Arte Drammatica. La manterrà per vent’anni.
L’esordio in narrativa è del 1978 con Il corso delle cose pubblicato da un editore a pagamento ed è un insuccesso. Nell’80 pubblica con Garzanti, Un filo di fumo, il primo romanzo ambientato nell’immaginario paese di Vigàta e con questo romanzo vince il Premio Gela. Per 12 anni non escono più suoi romanzi. Nel 1992 pubblica per Sellerio La stagione della caccia. Nel 1994 con La forma dell’acqua dà vita al personaggio del commissario Montalbano. Da quel momento la sua produzione è molto ricca e il successo immenso.
Alla fine del 2002, accetta la nomina a direttore artistico del Teatro Comunale Regina Margherita di Racalmuto. Nell’aprile 2003, in onore a Camilleri, il comune di Porto Empedocle assume come secondo nome «Vigàta». Il 4 settembre 2008 ha vinto il premio de Novela Negra RBA con un inedito in lingua spagnola dal titolo La muerte de Amalia Sacerdote pubblicato in Spagna nell’ottobre 2008 ed in Italia nel 2009 con il titolo La rizzagliata. Camilleri ha venduto più di 10 milioni di copie. È sposato, ha tre figlie e quattro nipoti. 

Fonte: http://www.wuz.it

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