Quasi uguali

“Quasi uguali. Storie di immigrazione” di Francesco De Filippo è un libro che andrebbe letto, soprattutto, da quanti davanti alla parola immigrazione storcono il naso, dice l’autore, “come davanti alla scena di un film che ci infastidisce, pensando che basti uscire dal cinema per non guardarla più”.
Un libro scritto per conoscere, per capire che dietro a slogan xenofobi o anche solo all’indifferenza, dietro battute di bassa leva e stereotipi da osteria si nascondono realtà fatte di persone, che soffrono perché in principio hanno commesso un grave “peccato”: hanno osato sperare in un futuro migliore.
Il libro parla dei numerosi migranti che, dopo sacrifici delle loro famiglie, partono per il Nord del mondo, incarnando l’investimento dei parenti che dopo dovrebbe rientrare attraverso le rimesse inviate dal “prescelto”. Dice l’autore:
“Chi giunge salvo a destinazione, se gli va bene, diverrà un sopravvivente in una metropoli occidentale, magari riuscirà a mandare qualche euro a casa. Ma non bisogna mai mostrarsi perdenti: si torna a casa in visita uno, due, cinque anni dopo con un pacco di banconote in tasca e un’auto nuova fiammante. Il tempo di farsi vedere in giro, di incassare pacche sulle spalle e sguardi d’invidia e tornare in Italia, rivendere l’auto, saldare parte dei debiti e ricominciare a fare lo schiavo”. Poi, non senza una vena ironica, aggiunge: “A ciascuno il proprio dileggio, gli europei pagano qualunque prezzo per entrare nel cast di un Grande Fratello o farsi vedere in giro per una sera con la rock star prima in classifica”.
Caporalato, mondo sconosciuto del carcere, prostituzione, traffico di uomini; nel libro-reportage sull’oscuro universo dell’immigrazione, in questo caso spesso illegale, costruito grazie a numerose testimonianze raccolte dall’autore giornalista, si intreccia un emblematico parallelismo tra il dramma africano e il disagio di vita nel casertano. Scrive De Filippo: “In qualche modo si somigliano Castelvolturno e il Sahara. Non per le condizioni climatiche, per quelle sociali. Per le chance che offrono: puoi solo passarci a bordo di un camion con quanto fiato hai nei pistoni e sperare che la macchina non si fermi”.
“Quasi uguali” è popolato da “personaggi” eccezionalmente reali, perché veri, che vale la pena leggere per non ripiegare sui cliché che anestetizzano la coscienza. Affiora da esso l’istantanea di un panorama in continuo mutamento nel quale convivono emarginazione e storie incredibili; un mondo in cui più di ogni cosa emerge l’universo di persone che sono “quasi uguali” perché vivono una realtà che non gli appartiene più, e che forse non sarà mai più loro.

di Alen Custovic
Quasi uguali. Storie di immigrazione
di Francesco De Filippo
Oscar Mondadori Editore, pagg. 201, Euro 10,50

Fonte: Il Sole 24 Ore, 5 Ottobre 2009

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2 Risposte so far »

  1. 1

    Armando said,

    Il libro di De Filippo è davvero intenso, e Custovic lo ha presentato bene.


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