Un uomo qualunque

“Un uomo qualunque” è un romanzo ascrivibile al genere dei noir ambientato nella Parigi del secondo dopoguerra. Il protagonista è Balthazar, uomo il cui destino di perdente – seppure inizialmente tratteggiato come uomo perbene dalla vita inconcludente – pare inevitabilmente tracciato dal destino, che da garzone di bottega lo porta ad entrare nella banda capitanata da un malavitoso italiano, con la quale partecipare ad una rapina.
A seguito di contrasti nati per la spartizione del bottino e Balthazar finisce per uccidere uno dei suoi complici. In seguito deve sfuggire alla vendetta della banda ma anche alla polizia che lo sta cercando per l’omicidio. Dopo essersi prima rintanato in casa, cerca scampo nei bassifondi della città, dove frequenta bistrot fatiscenti, prostitute e ladri, immigrati magrebini poco raccomandabili e strade buie.
Balthzar trova spazio anche per una storia d’amore, quella con Simone, anche lei in fuga dalla miseria circostante, una storia che però non diventa in grado di “redimere” il personaggio, bensì anch’essa si dimostra un ingranaggio di un fato più grande e inarrestabile. Così affiora il tema predominante dell’uomo miserabile che identifica un’occasione di affrancamento dalla condizione sociale con un amore idealizzato, trovandosi però alla fine ingannato.
“Balthazar era diventato alcolizzato. Alcuni hanno bisogno di anni di assuefazione, ad altri capita di colpo, come un’insolazione… A dire il vero non aveva proprio avuto fortuna. Faceva parte di quella schiera di sciagurati che si incontrano di notte, nei bar frequentati da nottambuli, senza lavoro, senza donna, senza amore e a volte senza dimora. Non era colpa sua. La colpa ce l’avevano gli altri: la società, i padroni, tutte entità confuse… In questo Balthazar era un uomo qualunque: anche lui cercava spiegazioni incolpando gli altri”.
Il romanzo si evolve così come la storia di un uomo comune che diventa un killer, travolto in una logica attraversata perennemente da un’oscura natura che si chiama morte, in cui il miglior modo per sopravvivere è tenere sempre il grilletto pronto a sparare.
Nella Parigi dell’epoca emerge un destino che sormonta tutto e tutti in una cornice malinconica. Un quadro in cui tuttavia, rifuggendo dal disfattismo totale, l’autore finisce per evocare una sempre più partecipata compassione per le miserie umane; per le miserie dell’uomo qualunque.

di Alen Custovic

“Un uomo qualunque”
di André Héléna
Fanucci Editore, pagg. 182, Euro 16,00

Fonte:  Il Sole 24 Ore, 9 Ottobre 2009

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