Quello stile di vita pieno di gas serra

Ha frugato a lungo nella sua casa. Nella dispensa ha trovato noci del Brasile e sardine del Portogallo, cocco delle Filippine e zucchero delle Mauritius. In bagno olio per massaggi proveniente da Zanzibar e dalla Cina. Nello studio una cartella di pelle indiana e il telefono prodotto a Taiwan. In camera da letto magliette cambogiane e vestiti del Ghana. A quel punto Fred Pearce, analista dei consumi dell’ Independent e del Guardian, ha fatto due conti sulle emissioni serra prodotte dal suo stile di vita e ha scritto Confessioni di un eco-peccatore. Un viaggio all’ origine delle cose che compriamo per denunciare gli sprechi legati all’ eccesso dei consumi: ogni oggetto lascia un segno sul pianeta e spesso non ce ne rendiamo conto. Ad esempio una fede d’ oro da dieci grammi alle volte suggella un amore eterno, sempre provoca l’ escavazione di due tonnellate di roccia e il consumo di cinque tonnellate di acqua. Ma Pearce confessa anche i suoi dubbi. È vero che le emissioni derivati dal trasporto aereo dei fagiolini dal Kenya a Londra sono 200 volte superiori a quelle derivanti dal trasporto per nave e contribuiscono all’ aggravarsi del caos climatico. Ma bisogna proprio cominciarea mettere ordine nell’ atmosfera penalizzando un contadino del Kenya che emette la metà dell’ anidride carbonica prodotta da un inglese?

di Antonio Cianciullo

Fonte: La Repubblica, 10 Ottobre 2009 – Almanacco dei Libri

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