IL LAMENTO DEL BRADIPO di Sam Savage

Vi ricordate di Firmino, il topino che per sfamarsi divorava romanzi? Chi ha letto il libro se n’è perdutamente innamorato. Un incredibile successo planetario, il romantico libriccino è un vero cult, ancor più straordinario e anomalo dato che per l’autore, lo statunitense del Maine Sam Savage, era la prima esperienza letteraria alla non più tenera età di sessantasei anni. Candidamente Sam ha dichiarato che pur dilettandosi a scrivere fin dall’adolescenza, Firmino era l’unico libro che era riuscito a completare e far stampare nel 2006. Ci riprova adesso con ” Il lamento del bradipo”, edito da pochi giorni sempre da Einaudi. Stavolta con geniale ironia il protagonista è un essere umano, equiparato al bislacco mammifero famoso per la sua pigrizia e indolenza, scopriamo Andrew Whittaker nuova tragicomica figura del bestiario contemporaneo firmato Savage, delirante paladino del rallentamento, artigiano di un laboratorio mentale e casalingo di fantasticherie e utopie. Una favola tragicomica che suscita ilarità e stupore con picchi di mostruosità quotidiana. Non se la passa certo bene il nostro Andrew impantanato tra debiti, la rivista letteraria che dirige alla deriva, la casa dove vive sul punto di crollare e la moglie che lo ha piantato. E’ solo, tremendamente solo, per non mollare, scrive, scrive, scrive senza tregua, un bizzarro epistolario, strambo album di tutta una vita. Lettere mai spedite di tutti i tipi e a chiunque: dinieghi ad aspiranti scrittori e poeti, all’ex-moglie, alla madre e alla badante, agli inquilini, alle ditte per rifare il tetto della casa e le riparazioni. E ancora appunti, stralci di racconti e romanzi, pensieri, liste della spesa. Raccoglie e cataloga montagne di carta, appallottola fogli e ogni qual volta ne lancia uno accartocciato che rimbalza dalla cima del mucchio rotolando in fondo, pensa che sia la miglior metafora della sua vita da bradipo. Quel che colpisce del talento di Savage è la potenza creativa e l’odore intenso che sprigionano le sue storie. Profumo di umanità vera, aroma pungente di carta e inchiostro, per smorzare il dolore di una lancinante emarginazione. Pagine pervase da umorismo condito da sarcastica disperazione, che ci fanno volere bene questo impossibile scribacchino nullafacente, che ha una qualità sorprendente prendersi in giro con humour. Struggente e da gran penna il passo dove parla del destino dei bradipi, tipetti a suo dire estroversi, condannati alla lentezza e isolamento che li trascina verso l’inesorabile pazzia: ” Ho imparato alla perfezione a imitare il lamento del bradipo, ci riesco perché sono stato tanto tempo sottosopra. Quando non sono sottosopra sono nella vasca da bagno “. Andrew, nostro malgrado si congeda con ultima lettera amara e malinconica all’amico di penna Willy. Partirà? Morirà? Uscirà finalmente da casa superando la paura del freddo? Ha spacchettato ormai la sua anima, guardato dentro se stesso senza trovare nulla, ha buttato via tutto, gli effetti personali, gli scritti, i libri, i fantasmi. Ci ha commosso, divertito, esasperato, ci ha sommerso di tutto e niente. Da leggere lentamente, anzi bradipamente, per sorridere e riflettere sulla follia e caducità della natura umana.

Il lamento del bradipo
di Sam Savage-
pag.246- euro 17,50-
Stile libero Big-
Einaudi

di Francesca Motta – Fonte: Il Sole 24 Ore, 1 Ottobre 2009

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: